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PASSIONI

Sacre rappresentazioni e tradizioni della Pasqua dalle città del Golfo e isole Ponziane III edizione Marzo Aprile 2018

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Nel territorio del Golfo di Gaeta e delle isole Ponziane le sacre rappresentazioni e le tradizioni popolari della Pasqua rappresentano ancora segni identificativi della cultura locale. Durante il periodo quaresimale sono largamente diffuse feste e cerimonie tradizionali che conservano ancora tratti di ritualità antiche, vissute con grande partecipazione popolare. Di particolare rilievo è la persistenza di antichi canti processionali, alcuni dei quali traggono origine dalle laude medievali, mentre altri sono legati al periodo settecentesco e appartengono alla grande tradizione del canto sacro popolare di Sant’Alfonso Maria dei Liguori. Anche in questa terza edizione del Festival, grazie alla sinergia fra Enti, Associazioni ed Agenzia Regionale del Turismo della Regione Lazio, i Comuni del Golfo propongono un originale Progetto di rete che ha lo scopo di valorizzare le specificità di ogni evento inserendolo in un contesto comprensoriale. Il programma dà, inoltre, la possibilità ai residenti di conoscere più a fondo le proprie radici e al turista curioso di compiere un “viaggio” attraverso i luoghi, la storia, le tradizioni culturali della Riviera di Ulisse.

 

Le Sacre rappresentazioni

Le Sacre rappresentazioni che si svolgono durante la Settimana santa sul territorio rappresentano l’ideale proseguimento delle antiche laude medievali italiane, una creazione religioso-letteraria considerata fondamento della storia  del teatro europeo. In tutte le rappresentazioni, che da oltre cinquant’anni si celebrano sul territorio (fra cui spiccano per grande intensità drammaturgica quelle  di Pulcherini di Minturno  e Gaeta), i discorsi e i commenti recitati dal vivo sono adattati dai Vangeli, dagli Atti degli Apostoli e dal Vecchio Testamento. I costumi sono tutti realizzati artigianalmente. La cornice naturale dove si svolgono è sempre suggestiva. Il numerosissimo pubblico che partecipa resta colpito dalle scene che si snodano in vari spazi di grande fascino ambientale. La cura storico-teologica profusa nella stesura dei testi, la meticolosa composizione della colonna sonora, le scenografie, gli effetti speciali e la recitazione sono tutti elementi finalizzati ad arricchire lo spettacolo di un forte  impatto emozionale: un invito a vivere la Passione non solo come fatto spettacolare e culturale  ma come un intenso momento di conversione spirituale.

I canti di Passione

Le celebrazioni liturgiche della Settimana santa e in particolare le Processioni del Venerdì Santo rappresentano un momento di profonda devozione e pietà popolare ancora fortemente radicata in tutti i centri del territorio. La partecipazione dei fedeli alle Processioni del Cristo morto è dovunque molto intensa e ogni comunità si caratterizza per forme cerimoniali particolari. Un sentimento di mestizia e misericordia attraversa tutte le funzioni processionali. In alcune un ruolo importante è rappresentato dalla presenza di antiche Confraternite che con i loro costumi e oggetti rituali tipici caratterizzano lo svolgersi delle Processioni che attraversano tutti i caratteristici  luoghi dei centri storici. Di grande  rilievo sono le Confraternite del Rosario e di San Francesco di Gaeta e quella del Madonna del Carmine di Maranola. In alcune processioni il clima di sincera devozione popolare è esaltato  dall’esecuzione da parte di gruppi di donne  di alcuni antichi canti penitenziali di grande drammaticità e valenza poetica. I più originali, come quelli ancora in uso a Castelforte  e Maranola , traggono origine dalle antiche laude medievali. Mentre quello di Maranola è una trasposizione dialettale dello Stabat Mater di Jacopone da Todi ed è conosciuto come Morte di Gesù Maria s’affanna. Accanto a questi straordinari esempi di antichi canti quaresimali, sul territorio sono ancora largamente diffusi ed eseguiti alcuni canti penitenziali composti nel Settecento da  Sant’Alfonso Maria dei Liguori con la tipica struttura  iterativa  antifonale fra cui Gesù mio con dure funi, O fieri flagelli, Ai tuoi piedi.

 

 

Calendario dal 19 marzo  al 2 aprile 2018

Lunedì 19

ITRI

I Fuochi di San Giuseppe

I Fuochi di San Giuseppe sono una delle feste popolari più intense che ancora si svolgono sul territorio. La sua potente forza evocativa ed emozionale esercita una grande attrazione nella comunità itrana che diventa protagonista di un cerimoniale arcaico complesso, la cui origine è legata agli antichi rituali agro-pastorali primaverili. Da alcuni anni questa festa si è progressivamente trasformata ed è diventata uno degli eventi  più significativi del calendario delle iniziative socio culturali locali. Il programma inizia la sera, a partire dalle ore 20, quando vengono accesi in diversi rioni della città vari falò animati da concerti di musica popolare, teatro di strada e dalla degustazione di prodotti tipici locali, tra cui le zeppole di San Giuseppe.

Venerdì 23

SPIGNO NUOVO, ore 17

Processione penitenziale

Lungo le vie del borgo nuovo di Spigno Saturnia si svolge una commovente processione penitenziale animata dall’esecuzione di alcuni canti popolari quaresimali.

Domenica 25

MINTURNO

Area Archeologica di Minturnae, ore 20

Via Crucis

9 Edizione

La Parrocchia di San Biagio di Marina di Minturno organizza la nona edizione della tradizionale e suggestiva Via Crucis presso il Comprensorio Archeologico di Minturnae. Al rito presieduto dal Mons. Arcivescovo di Gaeta Luigi Vari parteciperanno i sacerdoti della città di Minturno e dintorni. La Via Crucis prende il via dall’ingresso del Comprensorio, transita sul tratto dell’Appia antica fino a giungere nella cavea del Teatro. Qui, nel silenzio e nel buio della notte, si rivive  il momento culminante della morte di Cristo e della successiva deposizione nel sepolcro.

L’evento è condiviso dalla Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell'Etruria Meridionale ed è realizzato in  collaborazione con il  Comprensorio di Minturnae. Il Comune mette a disposizione un bus navetta che parte alle ore 19.15 da Minturno, con sosta a Scauri  e arrivo al Comprensorio archeologico.

 

GAETA            

Spaltoni di Monte Orlando, ore 19.45 

Sacra rappresentazione della vita, passione e morte di Gesù di Nazareth 41 Edizione

E’ uno degli eventi più suggestivi delle manifestazioni quaresimali del territorio. Questa edizione si arricchisce della straordinaria partecipazione dell’attore Edoardo Siravo, che svolge la funzione di voce “fuoricampo, e del  commento musicale del M. Umberto Scipione.

 

VENTOSA di SANTI COSMA e DAMIANO, ore 19.30

La Passione di Cristo

Nel  caratteristico borgo medioevale di Ventosa viene  rappresentata una commovente  “Passione di Cristo” animata dalla  presenza di numerosi personaggi in costume d’epoca. I  tanti protagonisti  della narrazione sacra raccontano, recitano e cantano, le ultime ore di vita di Gesù con grande intensità devozionale.

 

Giovedì 29

Il Pane degli Apostoli

Secondo un’antica tradizione, tuttora largamente diffusa nell’area del Golfo di Gaeta e delle Isole Ponziane, durante le celebrazioni liturgiche del Giovedì Santo il celebrante benedice il tradizionale pane di Pasqua denominato Tortano. Questo pane casareccio, dalla tipica di forma circolare, viene offerto ai dodici figuranti che hanno rappresentato gli Apostoli nel rituale della Lavanda dei piedi, mentre una fetta di pane benedetto viene distribuita alla popolazione che ha partecipato alla celebrazione eucaristica. Di grande suggestione sono i rituali che si svolgono a Castelforte (Chiesa di San Giovanni Battista) e a Suio (Chiesa Santa Maria del Buon Rimedio e Chiesa di San Michele). A Santi Cosma il pane è conosciuto come pane dei Santi Medici; a Gaeta come a Maranola il Tortano è arricchito da semi di finocchietto selvatico. Oltre al Tortano considerato come pane degli Apostoli, la tradizione locale è ricca di tantissimi esempi di dolci (Pigne). A Gaeta in particolare durante il periodo pasquale si preparano le Pazziarelle, dei biscotti speciali da regalare ai bambini il giorno di Pasqua dalle caratteristiche forme simboliche fra cui spicca la tipica donna in cinta, il galletto e il soldato.

Venerdì   30

PULCHERINI di MINTURNO

Passione vivente

51 Edizione , ore 20

L’appuntamento è curato dall’Associazione Culturale “Paese Mio” e dalla Comunità Parrocchiale San Giuseppe. Negli anni la rappresentazione ha registrato centinaia di figuranti ed ha coinvolto di migliaia di spettatori, provenienti dalle province  di Latina, Frosinone e Caserta.

La Passio Christi  si distingue per le sue caratteristiche originali, come la struttura naturale dei luoghi che lo ospitano, l’estrema cura storico-teologica profusa nella stesura dei testi, la meticolosa composizione della colonna sonora, le scenografie, gli effetti speciali, la recitazione. Tutto ciò dà allo “spettacolo”  un impatto emozionale fortissimo, riportando l’evento alle radici storiche tipiche della Lauda medioevale.

 

CASTELFORTE

Centro storico, ore 20

Processione del Cristo morto

 

Tra i caratteristici vicoli del centro storico si snoda una struggente processione arricchita dall’esecuzione di alcuni canti tradizionali eseguiti in dialetto antico in forma monodica o polivocale. Fra il repertorio

 ancora in uso a Castelforte spicca  un esempio straordinario dell’antico Orologio della Passione, un tipico di canto ancora largamente praticato in tante comunità della Penisola. L’intensità della narrazione poetica che descrive le ultime ore della Passione e morte di Gesù Cristo,  sostenuto da un modulo musicale arcaico di tipo modale, genera un pathos drammaturgico di grande suggestione e partecipazione popolare.

 

MARANOLA di FORMIA

Centro storico, ore 19

Processione del Cristo morto

 

La Processione di Maranola è ancora animata dell’antica confraternita  della Madonna del Carmine  con i loro costumi e oggetti rituali tipici. Durante il percorso, che si sviluppa lungo le caratteristiche strade del borgo medievale, il clima di sincera devozione popolare è esaltato  dall’esecuzione da parte di gruppi di donne di alcuni antichi canti penitenziali di grande drammaticità e valenza poetica, fra cui un commovente esempio di  Morte di Gesù Maria s’affanna, una trasposizione dialettale dello Stabat Mater di Jacopone da Todi.

 

PONZA

U  fucarazz

Il Venerdì Santo rappresenta nella tradizione ponzese un importante momento di riflessione religiosa. Nel tardo pomeriggio del venerdì hanno inizio due processioni separate: una parte dalla Chiesa della S.S. Trinità, durante la quale si contempla il dolore di Maria Addolorata per le torture al figlio, l'altra esce dalla Chiesa di S. Giuseppe con "il Gesù morto." Le due processioni hanno itinerari diversi e si incontrano sulla spiaggia di Sant’Antonio dove viene acceso un grande falò (U Fucarazz) che è stato preparato nei giorni precedenti da gruppi di ragazzi isolani.

 

 

SPIGNO SATURNIA SUPERIORE

Via Crucis ,ore 17

Lungo le vie del borgo antico di Spigno Saturnia si svolge una commovente Via Crucis, animata dall’esecuzione di alcuni canti popolari quaresimali fra cui alcuni esempi legati alla tradizione settecentesca di Sant’Alfonso Maria del Liguori .

 

Domenica 1 Aprile

VENTOTENE

Chiesa di Santa Candida, ore 12

Uccelli per la Pace. La promessa del ritorno.

Come ogni anno, al termine della celebrazione liturgica pasquale gli abitanti dell’isola liberano alcuni uccelli (tordi, usignoli, pettirossi e rondini) dalle gabbie come augurio di pace. Questa commovente cerimonia costituisce uno dei momenti più importanti per la vita della comunità isolana che in quei giorni si rianima calorosamente grazie al ritorno di molti ventotenesi che vivono in terra ferma.

Lunedì 2

PONZA

Festa del Casatiello

Il lunedì di Pasquetta la comunità isolana dà vita alla tradizionale sagra del Casatiello, un dolce, che si differenzia da quello rustico partenopeo, gustato sia fuori pasto (accompagnato con una bevanda dolce) che a colazione, gustato insieme a formaggio pecorino e fave fresche. Gli ingredienti basilari sono: farina, zucchero, lievito, strutto, aromi naturali. La preparazione di questo dolce pasquale è vissuto dalle donne di Ponza come un evento cerimoniale che coinvolge l’intera comunità isolana.

 

FORMIA

Pasquetta a Santa Maria La Noce

A partire dalle 8.30 una processione con la statua della Madonna della Noce parte dalla Chiesa di Sant’Erasmo per giungere nei pressi della caratteristica chiesetta di Santa Maria La Noce, posizionato su una collina nell’adiacenze del quartiere di Castellone, dove ha luogo la festa Festa di Pasquetta con giochi, musiche e  il caratteristico albero della cuccagna.